I salari italiani sono i più bassi d’Europa
Le retribuzioni dei grandi manager e dei parlamentari sono le più alte d’Europa
(5 aprile 2007)
L’Eurispes ha reso pubblico un dato
sconvolgente sui salari italiani. In pochi anni sono diventati i più
bassi d’Europa e, vista la dinamica degli aumenti, possono ancora
andare peggio. Negli stessi giorni sono state rese pubbliche le
retribuzioni da sogno dei principali manager italiani. Ognuno di loro
prende in un anno l’equivalente di quello che ricevono molte centinaia
di lavoratrici e lavoratori normali.
Sono stati da poco resi pubblici
anche i confronti tra gli stipendi dei parlamentari italiani e quelli
dei loro colleghi dei principali paesi europei: bene, in questa
classifica l’Italia è in testa. Ciò nonostante la Banca d’Italia
continua a parlare di moderare l’aumento dei salari e la Confindustria
chiede ulteriori sacrifici ai lavoratori sullo stato sociale e sui loro
diritti.
Per quanto tempo ancora accetteremo queste ingiustizie,
questo mondo rovesciato, nel quale i metri di misura sul valore del
lavoro cambiano a seconda della fortuna e del privilegio?
Non dobbiamo più accettare la politica della moderazione salariale,
iniziata dagli accordi del luglio del ’93. Non possiamo più accettare
tagli alle pensioni, ai diritti, ai servizi sociali. Nulla giustifica
la continuazione della politica che ha portato i salari italiani a
sprofondare in Europa, se non l’arroganza e la sfacciataggine di
ricchezze prive di qualsiasi giustificazione.
L’unico modo di non abituarsi a questo scandalo è lottare per avere contratti, pensioni,
diritti davvero dignitosi e non ai margini dell’Europa.
Per difendere
i nostri diritti e farci sentire ai tavoli della concertazione il 21
aprile, a Milano Assemblea nazionale della Rete28Aprile presso la
Camera del Lavoro - corso di Porta Vittoria, 43
Rete 28 Aprile nella
Cgil per l’indipendenza e la democrazia sindacale
www.rete28aprile.it